


il bastone di san giuseppe
Il Bastone di San Giuseppe
- Italiano
- Inglese
1. il bastone di san giuseppe
1. the s. joseph’s “mazzarella” (walking stick)
La mazzarella di San Giuseppe
“Non sfrocoliare la mazzarella di San Giuseppe”.
Questo è un detto che si dice quando non bisogna abusare della pazienza di qualcuno.
E questa mazzarella in realtà esiste veramente.
Si trova qui, nella Chiesa di San Giuseppe dei nudi ed è una storia che unisce l’Inghilterra, Venezia e Napoli.
Il bastone di San Giuseppe è una delle tante reliquie di santi che hanno fatto il giro d’Europa durante il Medioevo. A Giuseppe era attribuito un bastone fiorito perché, secondo alcuni Vangeli era già molto anziano quando nacque Gesù.
Quando nacque il Cristo, il legno cominciò a fiorire spontaneamente.
Questa reliquia era custodita dai padri Carmelitani del Sussex, che è una regione inglese.
Arrivò a Napoli grazie a Nicolino Lombardi, che era una delle voci bianche più amate del diciottesimo secolo.
Aveva infatti un conto in sospeso con la famiglia Hampden, che aveva aiutato in altre situazioni e quindi chiese ai nobili inglesi di poter ricevere in dono la mazzarella di San Giuseppe.
Questo desiderio fu esaudito nel 1795 e fu così che fu portata proprio qui, nella chiesa di San Giuseppe del vestire nudi.
L’anno seguente la reliquia fu esposta qui all’interno della Chiesa che era di recente costruzione e dobbiamo immaginarla talmente piena di gente che non si riusciva neanche a camminare e ognuno voleva toccare chi baciare.
Chi solamente omaggiare la mazzarella e tanti altri invece iniziarono a rubare dei pezzi, tanto è vero che, nel timore di vederla irrimediabilmente distrutta o compromessa, uno dei servitori di Lombardi, che era un Veneto, esclamò in perfetto accento veneziano misto a Napoletano “Non sfrocoliate la Mazzarella di San Giuseppe”.
Quindi dovrebbe essere nato questo detto famoso.
La storia della mazzarella si Lega strettamente anche a quella della Confraternita che la ospita.
Fu infatti creata in un pomeriggio di pioggia del 1734 da tre nobiluomini che stavano andando a caccia.
Ci fu un grande temporale e decisero quindi di ripararsi in un convento dei frati carmelitani che si trova dove oggi si trova il museo nazionale.
Decisero quindi di capire come investire nel modo migliore la giornata e vedendo un povero che arrancava sotto la pioggia vestito di stracci.
Decisero allora di creare un’entità capace di poter vestire i nudi, appunto.
Inizialmente fu un’opera intitolata appunto a San Giuseppe e poi nel 1740, sotto poi il consenso di Carlo di Borbone, fu creata questa chiesa qui.
Sono stati confratelli tutti i Papi fino alla metà del 900. un notevole numero di cardinali e tante tante autorità civili.
Il Barone Arditi, è un personaggio notevolissimo della sua epoca, è stato un ministro, di Francesco I, è stato direttore agli scavi di Ercolano, è stato direttore del museo archeologico di Napoli, che è stato sovrintendente di queste istituzioni.
Durante la sua storia, all’Arciconfraternita ha ospitato alcuni degli uomini più importanti della storia d’Italia, a partire dai Papi e arrivando poi ai re delle due Sicilie.
Qui, nella stanza dei ritratti, abbiamo Ferdinando primo e Ferdinando secondo di Borbone e ancora adesso la tradizione continua con il resto della dinastia.
Inoltre c’è anche gran parte della nobiltà napoletana che è ritratta qui, ma anche in tantissimi altri dipinti che si trovano in molte case nobiliari di Napoli.
Infine c’è la Mazzarella di San Giuseppe che è ancora conservata in una teca, questa volta proprio per evitare che qualcuno possa sfrocoliarla un’altra volta.
Video
Ascolta
Leggi

