Vivaio Calvanese coffee house
Camminando per Via Foria, proprio davanti all’ingresso dell’Orto Botanico, si incontra un palazzo seicentesco, che con riservatezza custodisce in prospettiva una piccola scala, fiancheggiata da due busti d’argilla senza tempo, che danno la sensazione di avere il compito di proteggere l’accesso a uno dei vivai più antichi di Napoli, il vivaio Calvanese, un polmone verde nascosto nel centro della città. Il vivaio è l’erede dello stabilimento botanico Calabrese, fondato da Francesco Saverio Calabrese nel 1864 e poi reso famoso dal figlio del fondatore, Francesco Paolo, e dalla moglie tedesca Rita Stern, vera anima del luogo. Oggi ci sono ben 8 serre dismesse, che hanno ancora la struttura di quel tempo, al cui centro troneggia un’antica coffee house che, al tempo, accoglieva l’ozio dei nobili del posto e che ha visto passare anche Eduardo De Filippo e Pupella Maggio. Ora la coffee house è il piccolo studio d’arte contemporanea, visitabile negli stessi orari, di Antonella Raio che, con il proprietario Giuseppe Calvanese, cerca nuovi modi per far convivere arte e natura.
Nato come giardino dello storico palazzo che lo ospita, progettato nella fine del settecento da Pompeo Schiantarelli, è arricchito dalle vicende umane e familiari dei “Calabrese”.
Francesco Saverio appassionato di Botanica, lo inaugura nel 1864, come “LO STABILIMENTO BOTANICO CALABRESE”, la storia continua.. il figlio Francesco Paolo scrisse nel 1892 “nomenclatura botanica vulgare”…. un libro di grande interesse…. Dove accanto ad un elenco delle specie vegetali Napoletane vi è anche menzionato l’uso che se ne può fare.
Ma è soprattutto la passione della signora Rita Stern, moglie di Francesco, figura umana di grande fascino, che da un anima a questi luoghi.
Colpiscono nel suo piccolo studio rimasto intatto, delle sue miniature, dipinti, per lo più paesaggi, posizionati sui i muri accanto alle tante fotografie e storie documentate della famiglia Calabrese, i viaggi, le mostre , la passione per la botanica e le amicizie, quella ad esempio di Pupella Maggio e di Edoardo de Filippo che pare passassero gran parte del loro tempo in questi giardini , forse proprio nella “kaffehaus” ora sede dell’associazione, piccolo gioiello di architettura ottocentesca che rappresenta il primo pezzo “salvato” dall’associazione LADU, di questo immenso patrimonio storico vivaistico e umano, narrato in questi giardini, assolutamente da visitare e salvaguardare.
1. Vivaio Calvanese coffee house
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Via Foria, 234 – 80139 Napoli NA